Movimenti Oculari e PNL

Movimenti Oculari

Movimenti Oculari e PNL

Una delle scoperte più importanti della Programmazione Neurolinguistica è quella dei movimenti oculari come segnalatori di determinati processi cognitivi.
I movimenti oculari, strettamente collegati con l’inconscio, sono accompagnati da specifici processi di pensiero.
Attraverso i movimenti oculari possiamo comprendere l’accesso ai sistemi rappresentazionali.
Già verso la fine dell’1800, lo psicologo americano William James, avanzò l’ipotesi che i movimenti oculari fossero in relazione con le rappresentazioni interne dell’individuo e strettamente collegati con le modalità di pensiero della persona.
Quanto ipotizzato da James venne poi approfondito dalla PNL e spiegato scientificamente più tardi.
Gli psicologi Kinsbourne e Kocel, nel 1972 e Galin & Ornstein nel 1974, iniziarono col mettere in relazione i movimenti laterali degli occhi con i processi emisferici del cervello.
Infatti, osservarono come si tende a spostare gli occhi verso destra quando svolgiamo attività logiche e razionali, in cui prevale l’uso dell’emisfero sinistro, mentre si tende a spostare gli occhi a sinistra quando svolgiamo attività basate sulla creatività e la fantasia in cui prevale l’uso dell’emisfero destro.
Il vero lavoro sui movimenti oculari ebbe inizio nel 1976 con Richard Bandler e John Grinder che esplorarono con attenzione le relazioni tra i movimenti oculari e l’uso dei sensi, con i diversi processi cognitivi associati agli emisferi cerebrali.
Una importante svolta fu data nel 1977, da Robert Dilts, il quale  condusse uno studio, all’istituto di Neuropsichiatria Langley Porter di San Francisco, con l’ idea di correlare i movimenti oculari con particolari processi cognitivi e neurofisiologici.
Nel suo studio usò degli elettrodi per capire i collegamenti fra l’uso degli organi di senso, i movimenti oculari e le onde cerebrali connesse ai vari processi.
I risultati confermarono come la lateralizzazione dei movimenti oculari fosse accompagnata da un certo tipo di attività cerebrale durante i diversi processi cognitivi.

Da questi studi e da molti altri più attuali sono stati individuati i seguenti modelli di movimenti oculari:
Occhi in alto a sinistra:
– canale rappresentazionale visivo
– emisfero  destro: immagine ricordata – Vr
 Occhi in alto a destra:
– canale rappresentazionale visivo
– emisfero sinistro: immagine costruita – Vc
 Occhi di lato a sinistra:
– canale rappresentazionale Auditivo
– emisfero destro: suorni e parole ricordati – Ar
Occhi di lato a destra:
– canale rappresentazionale Auditivo
– emisfero sinistro: suoni e parole costruite – Ac
Occhi in basso a sinistra:
– Dialogo interno – Ad
Occhi in basso a destra:
– Sensazioni, sia tattili che viscerali – K
Questo schema vale per tutte le persone destrorse della razza umana.
Se vogliamo esplorare la relazione tra i movimenti oculari e il meccanismo di pensiero correlato facciamo delle prove.
Troviamo un partner e formuliamo alcune domande…. Poi seguiamo i suoi movimenti oculari.
Domande che possiamo porre:
1)    Visivo ricordato:
  • Pensa al colore della tua automobile.
  • Di che colore era il vestito che indossavi ieri?
  • Pensa all’ultima volta in cui hai mangiato un gelato.
  • Chi è stata la prima persona che hai incontrato questa mattina?
2)    Visivo costruito:
  • Immagina un cielo con stelle rosse e una nuvola rosa.
  • Immagina un gatto giocattolo.
3)    Uditivo ricordato:
  • Pensa alla tua canzone preferita.
  • Pensa alla voce di tua madre.
  • Che suono produce il motore della tua automobile?
4)    Uditivo costruito:
  • Pensa al rumore di un treno che si trasforma nel suono prodotto da un aereo in volo.
  • Immagina il suono di un pianoforte e nello stesso  tempo la voce del tuo vicino di casa.
5)    Cenestesico – dialogo interno:
  • Prendi un momento per te e ascolta la tua voce interna che ti parla.
  • In quali situazioni parli di più a te stesso?
  • Quali sono le cose che dici maggiormente a te stesso?
6)    Cenestesico ricordato:
  • Che sensazione hai provato l’ultima volta che sei stato al mare?
  • Immagina la sensazione del sole sulla pelle.
  • Ricorda  una volta in cui ti sei sentito soddisfatto per avere compiuto qualcosa.
  • Come ti senti quando sei stanco?
Una volta che siamo diventati esperti nel riconoscere i movimenti oculari come segnali d’accesso ai meccanismi di pensiero, possiamo utilizzarli per calibrare meglio la nostra comunicazione con noi stessi e con gli altri.
Nella PNL  l’utilizzo più comune dei segnali oculari è quello di determinare le strategie rappresentazionali che una persona sta usando per pensare o prendere una decisione.
Considerando che i movimenti oculari si collegano al processo di pensiero inconscio, è molto importante saperli riconoscere per modellare le strategie che utilizziamo per decidere, apprendere e motivarci.

_______________________________

CORSO DI

COMUNICAZIONE ASSERTIVA 
Assertività – Empatia

 maggiori informazioni

_______________________________

Vuoi Ricevere GRATIS
L’Esclusivo Manuale di Comunicazione Assertiva?

manuale di comunicazione assertiva

Compila ORA il Form sottostante e scaricalo SUBITO!

frecciarossa2

Grazie per avermi letto!

Se hai trovato utile questo articolo lascia un tuo commento.

Posted in Programmazione neurolinguistica. Tagged with , , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *