PENSIERI NEGATIVI: COME INIZIARE A GESTIRLI

pensieri negativi

 PENSIERI NEGATIVI: COME INIZIARE A GESTIRLI

I pensieri negativi sono espressione di un profondo malessere!

Qualche volta ti è capitato di attraversare un momento difficile della vita e non sapere come affrontarlo?
Sei riuscito ad affrontarlo in maniera positiva? O hai iniziato a formulare una serie di pensieri negativi?
Tutti i giorni possono capitarci situazioni spiacevoli che ci inducono a formulare pensieri negativi e questo peggiora molto la qualità della nostra vita.

 

Riuscire a gestire la tendenza al pensiero negativo è molto importante, per salvaguardare la nostra salute fisica e psichica.
La prima cosa da fare, per iniziare a gestire i pensieri negativi, è identificarli… Poi possiamo cominciare a lavorare su di essi.
 Ecco di seguito alcuni passaggi importanti che possono esserci d’aiuto per comprendere e iniziare a gestire i pensieri negativi.

Struttura dei pensieri negativi

I pensieri negativi sono la principale causa di sofferenza psicologica e anche di molti problemi di salute.

Quando ci intrappoliamo nella formulazione di un pensiero negativo, di solito, proviamo anche un cambiamento nelle nostre emozioni. Possiamo sentirci nervosi o arrabbiati e spesso siamo ansiosi.
Anche nel corpo abbiamo delle manifestazioni sintomatiche: ci agitiamo o sudiamo eccessivamente e possiamo anche avere tachicardia.
E’ scientificamente provato che i pensieri e le emozioni negative possono portare a malattie di tipo organico e psicologico.
Si presentano alla coscienza automaticamente e variano d’intensità in base alla capacità di gestione della persona.
Ovviamente, quando parliamo di pensieri negativi ci riferiamo anche alle emozioni negative, perché come abbiamo detto prima, i pensieri che produciamo determinano le nostre emozioni.
Forse, qualche volta avremo sentito dire che la qualità della nostra vita dipende da come pensiamo.
Bene, questa frase è, assolutamente, veritiera.
Infatti, il funzionamento è proprio questo: se ci intrappoliamo in pensieri cupi, di tristezza o di rabbia, produciamo in noi emozioni negative che ci fanno soffrire, se al contrario il nostro pensiero è rilassato e piacevole produciamo in noi uno stato di benessere.
La ricerca scientifica mostra che le emozioni positive fanno salire i livelli di DHEA, un ormone che favorisce il rinnovamento cellulare e di anticorpi, mentre le emozioni negative provocano la riduzione di entrambi. E’ stato dimostrato in studi recentissimi da alcuni ricercatori di Bolder, Colorado.
Inoltre il pensiero positivo crea un’alta sincronizzazione e coerenza emisferica cerebrale, come sosteneva Roger Sperry, nelle sue importanti scoperte sul cervello.

gestire i pensieri negativi

Infatti, pare che ci sia una stretta correlazione tra i pensieri formulati e la coerenza delle onde elettroencefalografiche.
Quando formuliamo pensieri positivi, le onde elettroencefalografiche emesse dai due emisferi cerebrali si sincronizzano e questo influisce fortemente sulla salute psicofisica.
Il valore di coerenza indica, generalmente, la comunicazione e l’integrazione tra i due emisferi e tra le differenti aree funzionali del cervello.
Ognuno di noi, produce, mediamente, circa 60000 pensieri ogni giorno e il 90% di questi sono sempre uguali tutti i giorni. Da questo possiamo capire  come nel quotidiano tendiamo ad essere legati a modelli cognitivi limitanti, che ostacolano il pieno esprimersi delle nostre capacità reali e spesso ci intrappolano in stati di depressione, danneggiando la nostra salute.
La cosa sorprendente è, che i modelli cognitivi limitanti sono generati da noi stessi, anche se, i pensieri sottostanti sono involontari.
Ma, noi abbiamo il potere di ribaltarli!
 Ecco il vero meccanismo.
Come già sapremo, i pensieri negativi sono involontari e spontanei, vengono da soli e questo perché abbiamo interiorizzato schemi di pensiero di un certo tipo.
Gli schemi che abbiamo interiorizzato sono inconsci e, spesso, sono causati da una forma di disadattamento all’ambiente.
Ma, dobbiamo sapere che i pensieri positivi sono volontari e possiamo produrli o riprodurli volutamente, attraverso uno sforzo iniziale da parte nostra, fino a quando non diventano automatici.
La funzione del pensiero
Da come avremo compreso sin ora, il pensiero ha un potere straordinario su di noi ed è il prodotto delle nostre memorie inconsce, di tutto ciò che abbiamo vissuto e accumulato nella mente.
La vera funzione del pensiero sarebbe quella di trovare soluzioni per la vita, a nostro vantaggio.
Solo che noi spesso perdiamo questa funzione e ci auto lediamo.
La scienza dimostra che il pensiero è dato da uno scarico elettrico all’interno delle cellule nervose o neuroni.
gestire i pensieri negativi
Quando un pensiero è ripetuto più volte, crea i circuiti neuronali nel nostro cervello.
La costruzione dei circuiti neuronali è agevolata da un accumulo di emozione.
Si tratta di vere molecole biochimiche, che comunque devono scaricarsi per essere eliminate.
E’ proprio così che allora eliminiamo l’emozione attraverso i pensieri ricorrenti.
Quando siamo sotto stress, perché abbiamo litigato con qualcuno o abbiamo fatto un errore, fisiologicamente, al pensiero dovrebbe seguire l’azione, ma ciò non è sempre possibile per cui la tensione non può essere scaricata.
Da qui nascono i pensieri negativi o rimuginanti che si auto moltiplicano e si auto alimentano.
In realtà la funzione del pensiero rimuginante sarebbe di tipo difensivo e avrebbe lo scopo di ridurre la tensione elettrica nelle cellule cerebrali.
La ricerca scientifica ci dimostra che cercare di reprimere i pensieri negativi non solo non funziona, ma  questi reprimendoli si rafforzano nella nostra mente.
In un articolo per l’American Psychologist, l’esperto sulla soppressione del pensiero negativo, Daniel Wegner, fornisce alcuni suggerimenti per fare fronte ai pensieri persistenti e disturbanti.
Eccone alcuni:

Spostiamo l’attenzione 

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Gli studi scientifici suggeriscono di tenere l’attenzione concentrata su una cosa per volta, anche se la nostra mente tenderebbe in modo naturale a focalizzarsi su più cose.
Infatti, concentrarsi su una cosa per volta, ben definita ci evita di divagare con la nostra mente.
Ma, a cosa serve questa strategia?
Semplice… Quando la mente vaga senza un obiettivo si trova in uno stato di dispersione energetica e facilmente si intrappola in una forma di rimuginazione del pensiero.
Allora proviamo a concentrarci per esempio su un’ azione da compiere o su un brano musicale o su un programma televisivo.

Evitiamo lo stress

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Spesso abbiamo sentito dire che per evitare pensieri persistenti è utile impegnarsi in attività frenetiche, che possano sottrarre energia mentale ai pensieri indesiderati.
E’ stato dimostrato scientificamente, che non esiste nulla di più scorretto.
Infatti, la stanchezza favorisce il ritorno dei pensieri spiacevoli, con maggiore forza.

Togliamo forza ai pensieri negativi

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Ricordiamoci che sono automatici e involontari, infatti non siamo noi a produrli… ma sono automatici e involontari.
Questo significa che non dobbiamo identificarci con essi, perché non sono reali e concreti, ma sono un prodotto della nostra mente.
Detto diversamente dobbiamo imparare a creare un distacco fra il pensiero negativo e noi stessi… Ponendoci come dei semplici osservatori.
Osservando i nostri pensieri negativi in modo distaccato, come se non fossero nostri possiamo neutralizzarli e depotenziarli, evitando, così che si possano auto rafforzare, cosa che avviene quando li consideriamo veri e reali.

Evitiamo le Influenze Negative

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Questo aspetto è molto importante, perché se consentiamo agli altri di esercitare il loro potere su di noi, i primi a rimetterci siamo noi stessi.
Per questo motivo impariamo a distanziarci emotivamente da persone che esercitano un influsso negativo su di noi.
Scegliamo con cura chi vogliamo frequentare e prestiamo attenzione allo stato emotivo che proviamo quando siamo a contatto con alcune persone.
Se proviamo disagio o senso di oppressione, molto probabilmente abbiamo bisogno di ripristinare alcuni limiti. Impariamo a dire di “no” alle cose che sappiamo di non volere.

Rimandiamo il pensiero a dopo

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Quando cerchiamo di sopprimere un pensiero negativo, questo ritorna fortemente.
La ricerca dimostra che utilizzare la strategia del rimando, funziona sempre, per gestire i pensieri negativi.
Allora impariamo a rimandare il pensiero a dopo, dicendoci: “ ci penserò più tardi.”
I ricercatori hanno lavorato molto su questo aspetto terapeutico della gestione di pensieri ansiosi.
Hanno chiesto a persone con disturbi d’ansia, in cui i pensieri ansiosi e persistenti erano la parte più disturbante del problema, di rinviare le loro preoccupazioni, collocandole in un certo momento della giornata, all’interno di un tempo designato, della durata di 30 minuti.
Questi studi suggeriscono che tale strategia sia terapeutica.
In questo modo le ansie sono contenute e delimitate all’interno di un “periodo di preoccupazione” e tranquillizzano la mente per il resto del tempo.

Scriviamo

gestire i pensieri negativi

Prendiamoci del tempo per cercare di capire quali sono i pensieri negativi che ci assillano.
Scriviamoli in un elenco e ricerchiamo l’emozione che li accompagna.
Ci accorgeremo che certe volte proviamo tristezza, altre volte rabbia o impotenza.
Questo lavoro è importantissimo per fare chiarezza nella mente!
La mia opinione
Certamente chi ha esperienza di meccanismi di pensiero rimuginante, conosce quanta sofferenza tutto questo comporta e quanto male fa alla propria salute.
E’ importante comprendere che i pensieri negativi non arrivano per caso, ma sono il segnale di un più profondo malessere.
Il pensare negativo indica che c’è un’ impalcatura da abbattere che non regge più e ci tiene in una condizione di ansia.
Allora, è necessario abbattere questa impalcatura pericolante, per poterne costruire una nuova e più solida, che ci faccia vivere uno stato di benessere.
Quindi il primo passo è quello di comprendere cosa è sepolto dentro di noi che non lasciamo emergere.
gestire i pensieri negativi
I pensieri negativi sono degli indicatori verso qualche cosa che richiede attenzione.
 Spesso nella mia esperienza clinica, come Psicoterapeuta ho potuto notare delle evidenze che dimostrano l’utilità di accettare i pensieri indesiderati, piuttosto che la lotta contro di essi.
Accettare significa comprenderne le motivazioni della loro esistenza.
Lottare contro il pensiero persistente… è una lotta inutile, che sfinisce. E’ importante guardare e osservare i nostri pensieri, senza scacciarli via, perché otterremo l’effetto opposto.
Osserviamoli e comprendiamone il significato!
Cerchiamo di astenerci dal giudizio e comprendiamo le emozioni di fondo…  E’ stato dimostrato da studi scientifici che così facendo miglioriamo oltre che la nostra salute, anche la fiducia in noi stessi e l’autocontrollo.

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Grazie per avermi letto!

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