Perfezionismo e Ansia- Come influiscono sull’Autostima?

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Perfezionismo e Ansia- Come influiscono sull’Autostima?

Il perfezionismo è definito come il desiderio di raggiungere sempre più alti standard di prestazione e presenta la tendenza a una eccessiva autocritica.

Il perfezionismo è sempre patologico? Viaggia sempre di pari passo con l’ansia? E’ un ostacolo o una risorsa per il benessere della mente? Che collegamento ha con l’autostima?

 

E queste sono solo alcune domande a cui è necessario rispondere per comprendere meglio come questo tratto di personalità può rappresentare un limite al raggiungimento del nostro benessere o essere una risorsa che ci aiuta a raggiungere alti livelli di prestazione.

 

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Innanzi tutto dobbiamo dire che il perfezionismo è un meccanismo di pensiero, determinato da una condizione interna di tensione. Quando si accompagna alla continua disapprovazione di se stessi, porta un abbassamento dell’autostima.

Il perfezionismo è comune in molti disagi psicologici e può addirittura rappresentare lo stato premorboso della malattia. Ossia antecedere l’esordio del disturbo stesso.

Peraltro, il perfezionismo oltre che predisporre alla malattia è anche un insidioso meccanismo mentale di mantenimento della patologia, che ostacola il cambiamento.

Per esempio il perfezionismo, come caratteristica di personalità prevalente, nel Disturbo di Ansia Sociale origina la ruminazione mentale. Questa consiste in una paura di esporsi alla critica degli  altri durante azioni o compiti di vario genere. Rappresenta la ripetizione  di un insieme di pensieri su quanto si prova di negativo e che  impedisce l’azione e quindi la ricerca di una soluzione.

Da cosa si Origina il perfezionismo?

Nel perfezionismo possiamo rilevare 6 caratteristiche principali
  1. Eccessiva preoccupazione di commettere errori
  2. Dubbi sulle proprie competenze
  3. Attenzione selettiva agli errori
  4. Elevati standard, spesso irrealistici, con eccessivo sforzo per raggiungere questi standard
  5. Interpretazione degli errori come indicatori di fallimento
  6. Bassa Autostima e scarsa valorizzazione di sé, con tendenza a incorrere in modalità di pensiero disfunzionali
 

Come facciamo a distinguere il Perfezionismo Sano da quello Patologico?

 

Perfezionismo Patologico

E’ sempre legato a una condizione di ansia che crea molto malessere e si accompagna a bassa autostima e insicurezza.

Ci porta a stabilire standard troppo elevati e impossibili da raggiungere, con una esagerata preoccupazione di commettere errori e paura di fallire.

In alcuni casi, quando il perfezionismo è auto diretto e l’imposizione di standard è molto severa e rigida si può sfociare nella depressione.

Quando invece è eterodiretto, ossia un totale adeguamento a richieste altrui, si può vivere uno stato interno di forte rabbia e aggressività.

Ci sono casi in cui si tratta di un perfezionismo socialmente imposto e ci si sente intrappolati in una gabbia di aspettative troppo elevate nei propri riguardi. Ecco che si inizia a credere che il soddisfare queste aspettative sia l’unico modo per avere l’accettazione e l’approvazione. In questi casi si può sfociare nell’ansia sociale o fobia sociale, proprio per paura di ricevere un giudizio negativo dagli’altri.

Alla base c’è sempre una bassa autostima.

 

Perfezionismo Sano

Non è dettato da una condizione di ansia invalidante e si accompagna ad una solida autostima.

In questo caso possiamo parlare di sano desiderio di migliorarsi e si presenta utile e funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi.

E’ da intendersi come precisione del pensiero, creatività ed entusiasmo… E’ utile per impostare bene la propria vita e gli sforzi che si fanno per raggiungere i propri obiettivi, comportano sentimenti di gioia e soddisfazione.

Non è temuto il giudizio degli altri e non esiste la convinzione che per avere l’amore e l’apprezzamento degli altri bisogna fare colpo su di loro.

L’errore non è visto come una sconfitta, ma come una possibilità di apprendimento.

Si è capaci di difendere i propri diritti, senza temere che gli altri ci vedano vulnerabili.

Alla base c’è una solida autostima.

Alcuni suggerimenti terapeutici per affrontare il perfezionismo

A. Prima di tutto impara a divenire consapevole dei tuoi tratti perfezionistici.

Distingui se si tratta di un problema di perfezionismo dettato dall’ansia, perché vuoi mantenere degli standard di comportamento troppo elevati. In quali ambiti della vita quotidiana si verifica?

Potrebbe trattarsi di: risultati scolastici o lavorativi, prestazioni sportive, apparire socialmente in un certo modo, lavori domestici o altro…

B. Poi renditi consapevole di come il perfezionismo è collegato con l’opinione che hai di te stesso.

Poniti questa domanda: Che opinione ho di me stesso nelle relazioni, nel lavoro e nella vita sociale?

Focalizza dentro di te i tuoi condizionamenti individuali e sociali, sia nel presente che nel passato. Come possono aver influito sullo sviluppo e sul mantenimento del perfezionismo?

 

Concludendo

Fai un’analisi dei costi e dei benefici… Cerca di individuare le tue credenze disfunzionali, i pensieri automatici e il grado di convinzione che hai in essi. Questi elementi possono essere alla base delle tue tendenze perfezionistiche.

Guarda alle tue emozioni associate e  alla loro intensità che ti porta a utilizzare un certo tipo di distorsione cognitiva.

E poi… In quali situazioni ti senti in dovere di svolgere i compiti in maniera quasi compulsiva? Tanto da arrivare a sminuire te stesso per ogni più piccolo errore?

L’eccessiva precisione può diventare un limite facendoti correre il rischio di trasformare un compito in una ossessione. Puoi arrivare fino a perdere la fiducia in te stesso e nelle tue capacità.

Così come l’esagerato  giudizio critico nei confronti di te stesso che ti porta a credere di non avere fatto mai abbastanza.

Quando ci puniamo per gli errori commessi, invece di imparare da essi, finiamo per amplificare il nostro stato di ansia. Depotenziamo così la nostra autostima, sentendoci sempre insicuri e accompagnati dallo spettro del fallimento che ci immobilizza. 

“Sbagliare è umano… Accettare la nostra umanità è indispensabile”

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