Sindrome di Asperger.

Sindrome di Asperger

Sindrome di Asperger

LA SINDROME DEL GENIO

La sindrome di asperger appartiene al noto disturbo autistico e comporta importanti problemi di reciprocità nelle relazioni affettive e sociali. 

L’asperger non riesce a entrare in sintonia affettiva a causa di una generale mancanza di attitudine a cogliere le emozioni altrui.

Manca di empatia e non riesce a interpretare i segni del linguaggio del corpo degli altri.
Per esempio non distingue un semplice sorriso di cortesia da un sorriso di interesse nei suoi riguardi, perché resta concentrato sul semplice aspetto formale della comunicazione… Manca di capacità interpretativa. Così come preferisce la routine e teme ogni piccolo cambiamento.
E’ portato a un linguaggio formale e una gestualità molto carente di emozione. Ha interessi limitati ed è impacciato nei movimenti del corpo comuni. L’asperger non mostra però evidenti ritardi intellettivi, anzi frequentemente ha un’intelligenza superiore alla norma.
Alcune teorie scientifiche rendono noto il ruolo di un pensiero eccentrico e nel contempo creativo nei più grandi geni di tutti i tempi.
Infatti, pare che molti personaggi famosi fossero affetti da disturbi dello spettro autistico. Il loro interesse era spostato in un solo ambito della vita e mostravano forti difficoltà nelle relazioni sociali.
Tra questi figurano: Einstein, Darwin, Mozart, Newton, Tesla… Geni Egocentrici e Folli!
Oggi questo quadro clinico viene identificato in quella che è chiamata la sindrome di asperger.
Non è nuovo, infatti, il collegamento fra genio e follia.

Cosa è precisamente la sindrome di asperger?

La sindrome di asperger è un disturbo del comportamento e racchiude un insieme di sintomi che interessano principalmente l’area sociale, la percezione e la sfera dell’attenzione e della motivazione.

Si tratta di una condizione psicologica inserita in quello che viene definito lo Spettro Autistico.
Le persone affette da questa sindrome sono apparentemente incapaci di stabilire un contatto emozionale con gli altri, tendono all’ egocentrismo e faticano a sostenere relazioni durature.
Temono i cambiamenti e hanno un portamento goffo e ritirato.
Spesso, si impegnano in conversazioni monotone e prolisse, senza rendersi conto di quando l’altro sia annoiato e cerchi di cambiare argomento.
Anche nel contatto interpersonale non verbale hanno un comportamento fuori dal comune, evitano il contatto oculare e hanno espressioni facciali e corporee rigide e ridotte. Sono ossessionati e assorti in personali processi mentali di calcolo e statistiche. Non comprendono gli stati d’animo degli altri e mancano di empatia.
E ancora… Quando si fa dell’umorismo hanno difficoltà a comprendere, prendono tutto alla lettera, parlano con voce inespressiva e si muovono in modo poco coordinato.
Sono molto impacciati nel comunicare… Parlano “verso le persone” e non “con le persone”.
Si focalizzano in maniera unica sull’analisi, sulla teoria, sulla comprensione e lo studio di argomenti tecnici e complicati.
La sindrome di asperger è un modo di essere del pensiero, non è una malattia.
Per comprendere l’asperger è necessario comprendere l’esperienza umana.
L’eziologia di questa patologia ha le sue radici nel primo periodo di vita della persona, quando il bambino trova un ambiente ostile, rifiutante e poco accogliente.
E’ da questo che comincia a formarsi una protezione, ma è una protezione di gelo… Di ghiaccio!
Scompare la gioia della vita e la psiche rimane fortemente segnata da incisioni profonde, che barricano all’interno di sé stessi e chiudono l’apertura al mondo.
Da ciò si può comprendere come l’asperger col suo modo di essere comunichi la grande sofferenza patita.
… “Capisco quello che dicono gli altri nelle loro parole, ma non so leggere nei loro volti e nei loro gesti”.

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