
Il linguaggio del corpo comprende una vasta gamma di segnali non verbali che possono trasmettere informazioni sulle emozioni, le intenzioni e le relazioni interpersonali. L’atteggiamento posturale è un importante segnale non verbale che può comunicare molto sulle intenzioni e lo stato emotivo di una persona.
Qual è il significato dell’atteggiamento posturale?
Per quale motivo l’atteggiamento posturale è così importante nella interazione con gli altri?
Innanzitutto, la postura è la posizione che il nostro corpo assume, sia quando ci muoviamo, ma anche quando stiamo fermi.
Possiamo definirla come la posizione generale del nostro corpo, qualcosa di automatico e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo di mettere in atto, in quanto è insita in noi stessi e fa parte del nostro modo di “stare” nel mondo e di fronte agli altri.
Anche la postura, è relativa al repertorio non verbale, che ognuno di noi ha a disposizione, quando comunica e si esprime.
Il corpo riflette il nostro pensiero
E’ il corpo, che riflette il nostro pensiero e i nostri stati d’animo. In generale, una postura eretta e aperta, con il petto in fuori, le spalle indietro e la testa alta, può trasmettere un senso di sicurezza, di fiducia in sé stessi e di assertività. Questo tipo di postura può essere utilizzato in situazioni in cui si desidera mostrarsi sicuri di sé e dominanti.
D’altra parte, una postura curva, con le spalle in avanti e il mento basso, può trasmettere insicurezza, timidezza o sottomissione. Questo tipo di postura può essere utilizzato in situazioni in cui si desidera apparire meno minacciosi o in cui si desidera mostrare rispetto o sottomissione.
Inoltre, la postura può anche trasmettere informazioni sullo stato emotivo di una persona. Ad esempio, una postura rigida o tesa può indicare ansia o nervosismo, mentre una postura rilassata e aperta può indicare calma e tranquillità.
La postura è regolata dal Sistema Nervoso Centrale
La postura è regolata dal Sistema Nervoso Centrale (SNC), che comprende il cervello e il midollo spinale, attraverso meccanismi neurali, che partono proprio dalla zona cerebrale deputata al controllo degli atteggiamenti posturali.
Il SNC riceve costantemente informazioni sensoriali dal corpo, tra cui la posizione delle articolazioni, la tensione muscolare e l’equilibrio, e utilizza queste informazioni per coordinare la postura e il movimento.
Il cervelletto, situato nella parte posteriore del nostro cervello, sotto al lobo occipitale, è la struttura più importante per la coordinazione dei muscoli che sostengono una posizione eretta.
Le cattive posture
Le cosiddette “cattive posture” originano proprio da specifici programmi regolati da questo importantissimo organo cerebrale e possono essere causate sia da cause esterne, come lesioni, traumi, cadute, ma anche da cause interne e legate agli stati emotivi.
Le cattive posture possono influenzare negativamente la salute fisica e mentale, oltre ad avere un impatto sul linguaggio del corpo. Una postura scorretta può trasmettere un’immagine di insicurezza, debolezza o mancanza di fiducia in se stessi.
Basta pensate alla rabbia e alle sue manifestazioni corporee visibili, tra cui una maggiore rigidezza e tensione della muscolatura.
Lo stesso succede quando abbiamo paura o siamo in ansia, la nostra tensione psichica si traduce in una forma di tensione muscolare.
Ovviamente è un circolo che si autoalimenta: le tensioni emotive come l’ansia, la rabbia ecc, quando tendono a cronicizzarsi, contribuiscono anche al mantenimento di una postura caratterizzata da una muscolatura contratta e rigida.
Esempi di cattive posture
Alcuni esempi di cattive posture sono:
Spalle curve: questa postura può trasmettere un’immagine di insicurezza e di mancanza di fiducia in se stessi. Inoltre, può causare tensione nella zona del collo e delle spalle.
Testa bassa: una postura con la testa bassa può indicare tristezza, mancanza di energia o di interesse per l’interlocutore. Inoltre, può causare tensione nella zona del collo e delle spalle.
Schiena curva: una postura con la schiena curva può trasmettere un’immagine di debolezza e di mancanza di autostima. Inoltre, può causare problemi alla colonna vertebrale e alla muscolatura della schiena.
Braccia incrociate: questa postura può trasmettere un’immagine di chiusura e di difesa, impedendo la comunicazione e il rapporto con gli altri.
Gambe incrociate: una postura con le gambe incrociate può trasmettere un’immagine di tensione e di ansia, oltre a essere dannosa per la circolazione sanguigna.
Postura e personalità
Gli studi internazionali, che si sono occupati delle dinamiche interattive e degli scambi non verbali, ci dicono che attraverso la postura ognuno di noi tende a mostrare il proprio atteggiamento e la propria personalità.
Un atteggiamento posturale eretto è segnale di sicurezza in se stessi, una postura inclinata in avanti con un portamento rigido denota insicurezza, ansia e chiusura verso gli altri.
Come detto prima, allo stesso modo, le braccia incrociate durante uno scambio colloquiale indicano una forma di auto protezione.
In altre parole, il significato dell’atteggiamento posturale è quello di comunicare, immediatamente, ciò che vogliamo far sapere a chi sta guardando e interagendo con noi.
Il significato della postura
Secondo gli studi psicologici alla base della comunicazione efficace vi sarebbe la cosiddetta tecnica del “rispecchiamento” secondo la quale riusciamo a stabilire un rapporto di empatia con chi ci sta parlando, assumendo una postura simile alla sua.
Le neuro scienze spiegano chiaramente, quanto avviene nel nostro cervello: empatia e neuroni specchio.
Allora, possiamo comprendere quanto sia importante per instaurare delle relazioni e interazioni ottimali, anche conoscere qual è il nostro atteggiamento posturale quando parliamo o semplicemente “stiamo” nel mondo circostante.
La conoscenza del linguaggio del corpo
La conoscenza di questi fondamentali segnali, che involontariamente mandiamo attraverso il nostro corpo è un ottimo passo per percepire gestire ed eventualmente modificare ciò che sentiamo come d’ostacolo nelle interazioni quotidiane.
La conoscenza dei segnali del linguaggio del corpo può aiutarci a comprendere meglio gli altri e a comunicare in modo più efficace. Inoltre, ci può aiutare a percepire e gestire meglio le nostre emozioni, ad esempio, se ci accorgiamo di avere una postura chiusa o di incrociare le braccia in modo difensivo, possiamo cercare di rilassarci e aprirci di più all’altro interlocutore.
In generale, la consapevolezza del nostro linguaggio del corpo può aiutarci ad essere più empatici e a migliorare la qualità delle nostre relazioni interpersonali.
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Dott.ssa Anna Maria Pisanello Psicologa Psicoterapeuta Thiene Vicenza
Bibliografia
La comunicazione non verbale di Paul Ekman
The Nonverbal Communication Reader: Classic and Contemporary Readings di Laura K. Guerrero, Kory Floyd e Mark L. Knapp
Facial expression recognition: A brief tutorial review di Jeffrey F. Cohn e Takeo Kanade
Nonverbal Communication: The State of the Art di Judee K. Burgoon
The Definitive Book of Body Language di Barbara Pease e Allan Pease
Grazie per avermi letto!
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