I 5 errori di comunicazione che logorano la coppia
Novembre 16, 2025Dott.ssa Anna Maria Pisanello 0 Comments
Ogni relazione vive una sua danza interna, fatta di avvicinamenti, ritiri, esitazioni e tentativi di comprendersi. Quando una coppia entra in una fase di tensione, incomprensioni o silenzi prolungati, siamo portati a pensare che si tratti di “distanza emotiva” o di una presunta mancanza di compatibilità. In realtà, ciò che spesso si incrina non è il sentimento, ma il modo in cui ci si parla.
La comunicazione di coppia non è un riflesso spontaneo: è un processo delicato, che risente delle storie personali, dei modelli di attaccamento, delle aspettative e delle paure profonde. Ed è proprio in queste micro-dinamiche che si annidano gli errori più comuni, spesso commessi senza accorgercene.
Riconoscerli è il primo passo per permettere alla relazione di respirare di nuovo.
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Interpretazioni affrettate: quando l’altro diventa il nostro “copione interno”
Nelle prime fasi di una relazione, leggiamo il partner attraverso lo sguardo dell’idealizzazione. Con il tempo, però, rischiamo di sostituire il reale con il prevedibile: smettiamo di chiedere e iniziamo a interpretare.
È qui che nasce uno dei fraintendimenti più frequenti: dare un significato a ciò che l’altro dice o fa senza verificarlo.
Non è superficialità: è un automatismo appreso, un tentativo di mantenere il controllo della situazione anticipando ciò che accadrà. Ma questo movimento chiude lo spazio del dialogo e intensifica quello del conflitto.
Le interpretazioni non chiarite hanno il potere di trasformare un gesto neutro in un attacco, un silenzio in rifiuto, una distrazione in mancanza d’amore. Chiedere spiegazioni, invece, apre una possibilità: ci ricorda che l’altro non è la somma delle nostre paure.
Dott.ssa Anna Maria Pisanello Psicologo Psicoterapeuta Thiene Vicenza
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Parlare per accusare, non per esprimere un bisogno
Quando qualcosa ci ferisce, l’istinto è spesso quello di accusare. L’accusa è rapida, difensiva, protegge dal rischio di mostrarsi vulnerabili. Ma crea distanza: l’altro smette di ascoltare e inizia a difendersi.
Molto raramente dietro un “Tu sbagli sempre” c’è davvero un’accusa: quasi sempre c’è un bisogno non riconosciuto, una richiesta di vicinanza, di presenza, di rassicurazione.
Esporre il bisogno è un atto intimo e destabilizzante, perché ci mette nella posizione di poter essere delusi. Ma è anche il punto in cui la relazione può crescere. Molti conflitti si sciolgono quando il partner riesce finalmente a sentire non l’attacco, ma la richiesta sottostante.
Rimandare ciò che pesa: il silenzio che non protegge
Ogni coppia conosce quella zona grigia in cui si evita di affrontare ciò che fa paura. Si rimanda “per non litigare”, per non disturbare, per non aggiungere peso a un equilibrio già fragile. Nel breve periodo può sembrare una scelta prudente; nel lungo, diventa un accumulo invisibile di tensione.
La difficoltà è che ciò che non viene detto non scompare: si sedimenta. E quando torna in superficie, lo fa in modo più forte, spesso più duro di quanto si immaginasse.
Parlare non significa aumentare il conflitto: spesso significa impedirgli di crescere. La parola autentica, quando arriva prima dell’esplosione, è una forma di cura.
Il modo in cui comunichiamo dipende anche dal nostro livello di tensione interna: quando siamo stressati, diventiamo più reattivi, interpretiamo di più e ascoltiamo di meno.
Il Training Autogeno, una tecnica di rilassamento psicocorporeo, aiuta proprio a ridurre l’attivazione emotiva e a ritrovare un senso di calma.
Praticarlo con regolarità può favorire:
Maggiore consapevolezza emotiva
Risposte più equilibrate
Un ascolto più autentico
Un dialogo meno impulsivo
Quando il corpo si calma, anche la relazione respira meglio: il confronto diventa più chiaro, più paziente e più aperto all’incontro.
Ascoltare per rispondere, non per capire: la frattura silenziosa
Molte coppie parlano molto, ma si ascoltano poco. Accade quando il dialogo diventa una battuta da restituire, un punto da difendere, un terreno da conquistare. In queste situazioni, chi parla non si sente visto davvero, e chi ascolta si prepara solo a replicare.
L’ascolto autentico è un’esperienza diversa: chiede tempo, chiede sospensione, chiede disponibilità a lasciarsi toccare da ciò che l’altro sta vivendo.
Quando ci concediamo di ascoltare senza anticipare la risposta, qualcosa cambia: il partner si sente finalmente riconosciuto. E la relazione ritrova un ritmo più lento, più umano, più profondo.
Dott.ssa Anna Maria Pisanello Psicologo Psicoterapeuta Thiene Vicenza
Confondere il problema vero con quello apparente: il sintomo e la radice
Quasi nessuna coppia litiga per ciò che sembra. Il tema “apparente” — un ritardo, un tono brusco, un gesto mancato — è solo il primo livello: sotto, c’è un vissuto più antico e più complesso.
Ogni conflitto porta con sé un bisogno non espresso: sicurezza, riconoscimento, vicinanza, spazio personale, rassicurazione.
Quando la coppia resta sul piano del sintomo, il conflitto si ripete. Quando riesce a portare in superficie la radice, il movimento cambia: si passa dal “Chi ha torto?” al “Cosa ci sta succedendo?”.
È in questa profondità che il legame può trasformarsi.
La comunicazione come atto d’amore
Comunicare non è solo scambiarsi parole: è esporsi, concedersi, farsi vedere con le proprie vulnerabilità. In una coppia sana, il dialogo non è un obbligo ma una forma di presenza, un modo per dire: “Ti raggiungo dove sei.”
Costruisce un clima emotivo sicuro dove aprirsi davvero
Ma non sempre è facile farlo da soli. Molte difficoltà comunicative affondano le radici nelle storie personali, nei modelli appresi nella famiglia d’origine, nelle ferite che non abbiamo scelto ma che si riattivano nella relazione.
In questi casi, un percorso di psicoterapia di coppia può diventare un luogo prezioso per osservare e trasformare le proprie coreografie affettive e per restituire alla coppia un linguaggio più autentico e vitale.
Se senti che tutto questo è difficile da mettere in pratica da solo, considera la possibilità di un percorso di supporto psicologico o psicoterapeutico: la Dott.ssa Anna Maria Pisanello offre consulenze in studio a Thiene (Vicenza) e percorsi più strutturati individuali e di coppia.
Dott.ssa Anna Maria Pisanello Psicologo-Psicoterapeuta a indirizzo Psicodinamico e Ipnoterapeuta.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Veneto col Numero 11348
Svolgo la libera professione come Psicologo Psicoterapeuta e Ipnoterapeuta a Thiene Vicenza. Sono specializzata in Psicoterapia Psicodinamica e Ipnoterapia.
Da oltre 29 anni metto le mie competenze al servizio delle persone che seguo, sostenendole nel loro percorso di vita e di crescita personale come Psicologo a Thiene, ma anche Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta e Operatore di Training Autogeno.
Fornisco Consulenza Psicologica e Psicoterapia per ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi delle relazioni, bassa autostima, crisi di coppia.
Ricevo nel mio Studio di Psicologia e Psicoterapia a Thiene Vicenza, Galleria Garibaldi, 35.
Come Psicologo Psicoterapeuta lavoro con le persone, per aiutarle a prendere maggiore consapevolezza delle proprie percezioni e modificare la propria prospettiva quando serve. Le aiuto a gestire l’ansia, le emozioni e quindi i comportamenti disfunzionali, che portano a sofferenza.
Ognuno di noi va bene così com'è. Tuttavia certe volte, possiamo decidere di cambiare l'approccio che abbiamo alla vita, per sentirci più felici e stare meglio.
In quanto Psicologo Psicoterapeuta aiuto le persone a trovare le più adeguate alternative al proprio sentire e agire per potersi sentire più libere, veramente libere di scegliere.