Il Disturbo Dipendente di Personalità

Il Disturbo Dipendente di Personalità

Il Disturbo Dipendente di Personalità.

Il Disturbo Dipendente di Personalità rientra nei Disturbi di PersonalitàÈ  caratterizzato da una scarsa autostima, dalla paura di stare da soli e dalla profonda necessità di essere sempre con altre persone.

Spesso nasce da una forma di squilibrio dell’autostima provocata da vecchie feritePorta alla sottomissione e a un forte bisogno di essere accuditi.

In questo articolo ti spiego:

  • Cos’è il Disturbo Dipendente di Personalità

  • Quali sono le sue 4 principali caratteristiche

  • I 7 campanelli d’allarme che ti indicano se soffri di Disturbo Dipendente di Personalità

  • Quali sono le possibili conseguenze

  • I 3 passi fondamentali per iniziare a gestire il Disturbo Dipendente di Personalità

  • Quale può essere il trattamento più efficace

Continua a leggere!

Cos’è il Disturbo Dipendente di Personalità? 

Per iniziare, premetto che per le persone che soffrono di Disturbo Dipendente di Personalità, la vita è molto dura, sia in ambito affettivo che lavorativo.  Lottano con l’incapacità di stare da soli e con la paura di essere abbandonati.

Bassa autostima e scarso livello di autonomia, dipendenza dagli altri e sottomissione sono fra i sintomi principali.

Inoltre, la persona dipendente tende a delegare tutte le sue decisioni e soprattutto, teme molto la separazione.

Allo stesso modo, il Disturbo Dipendente di Personalità porta alla paura di stare da soli. Per questo motivo le persone che soffrono di questo disturbo, hanno la vitale necessità di stare sempre con qualcuno.

Ossia, avere e mantenere continui rapporti personali, serve loro sia per prendere le quotidiane decisioni, che per avere un numero elevato di consigli e di rassicurazioni. Così, in un certo senso, lasciano sempre agli altri la responsabilità di decidere per la loro vita. 

La maggior parte delle volte, questo accade perché il Dipendente, ha un livello di autostima molto basso. 

Cioè, la persona Dipendente cerca di alleviare l’ansia di decidere, appoggiandosi sempre agli altri. Ma dall’altra parte, così facendo, non fa altro che sottomettersi nella relazione con l’altro.

Le 4 principali caratteristiche del Disturbo Dipendente di Personalità

1. La persona dipendente si sente sbagliata, inadeguata e incompetente

Purtroppo, il dipendente formula costantemente l’idea di non essere capace di vivere da solo. Così come non si sente in grado di affrontare gli eventi della vita. Avverte disorientamento, vuoto e senso di inutilità, quando non ha la presenza di una persona al proprio fianco.

Insomma, è fermamente, convinto di non essere in grado di prendersi cura di se stesso. Si focalizza sulla paura di non farcela. Per questo la presenza costante di altri nella propria vita è fondamentale.

Di conseguenza, tale considerazione di sé, ovviamente rende il dipendente molto insicuro e lo porta ad attribuire poco valore a se stesso e alle proprie capacità.

2. La persona Dipendente non ha una propria identità 

L’insidia maggiore per le persone con il  Disturbo Dipendente di Personalità, è soprattutto, di non  avere una propria identità.

Ecco perché hanno sempre un bisogno estremo degli altri. Per crearsi un’identitàDi conseguenza, richiedono spesso rassicurazioni, conferme e sono solitamente infelici. D’altra parte vivono qualsiasi gesto di allontanamento come un possibile e doloroso abbandono.

3. Prevale la sensazione di annientamento

Fra le altre cose, le persone con Disturbo Dipendente di Personalità, vivono come una sensazione di annientamento costante.

Si sentono annullate quando sono da sole.  Non riescono a fare le cose o iniziare i progetti. Aspettano sempre che ci sia la presenza di qualcuno.

Questa è una difficoltà molto importante per il dipendente.

Infatti, avverte un grande senso di disagio e si sente indifeso quando è da solo. Perché teme in maniera esagerata di non essere capace di provvedere a se stesso.

Dunque, è proprio a causa di tale difficoltà, che ha il terrore di essere abbandonato e sente un’ ansia intensa.

4. Domina il terrore dell’abbandono

Da quanto abbiamo detto precedentemente, molte volte la disperazione e il terrore dell’abbandono, sono predominanti. Spesso questo sentire è accompagnato anche da un umore depresso e da profonda tristezza.

Dal momento che le relazioni sono, il faro che guida la vita del dipendente, si capisce che questo non può mai stare senza una relazione.

Dunque a volte, passa facilmente, da una relazione all’altra, come fonte di accudimento e di supporto, al termine di una relazione importante.

In modo particolare, cerca di assicurarsi costantemente la presenza di qualcuno nella propria vita. 

Per quanto sin ora abbiamo detto, come è facile capire, la persona dipendente corre un rischio molto importante. Ossia, il rischio maggiore è, che sia portata a scegliere partner con caratteri dominanti, controllanti e talvolta narcisisti

I 7 campanelli d’allarme che ti indicano se soffri di Disturbo Dipendente di Personalità

 DIPENDENTI IN 7 PUNTI

Riassumendo quanto abbiamo visto sin ora, possiamo dire che il Disturbo Dipendente di Personalità porta a una costante perdita di fiducia in se stessi. Perciò la persona dipendente tende a sminuire continuamente alcune delle sue abilità e punti di forza. 

Ecco che, si fida ciecamente e conta fedelmente sugli altri. Crede che i suoi sforzi saranno premiati con l’affetto e la protezione.

Detto diversamente, la maggior parte delle persone che soffrono di questo disturbo, hanno la percezione di una enorme insicurezza personale e sociale.

Purtroppo, questo modello di pensiero danneggia fortemente la  salute e comporta importanti limitazioni. Così che si finisce per distruggere completamente la propria autostima

Il Disturbo Dipendente di Personalità- Dipendenti in 7 punti

Il Disturbo Dipendente di Personalità

Ovviamente, per una diagnosi accurata è necessario rivolgersi sempre a un professionista della salute mentale.

Tuttavia riporto di seguito, come linee guida, i 7 punti principali  che possono aiutare a fare meglio chiarezza. Soprattutto chi sospetta di  soffrire del Disturbo Dipendente di Personalità.

1. Le persone dipendenti si sentono sbagliate, inadeguate e incompetenti.

2. Nonostante tutto, hanno una scarsa considerazione di sé, una bassa valutazione del proprio valore personale e delle proprie capacità. 

3. Manifestano un forte timore di essere abbandonate. 

4. Prevale la paura e l’ansia, che si esprime con comportamenti, a volte, compulsivi diretti a evitare l’abbandono. 

5. Anticipano i desideri dell’altro pensando che questo comportamento le renderà indispensabili, prevenendo possibili allontanamenti. 

6. Lo stato mentale prevalente è di vuoto ed è spesso accompagnato da un umore depresso e da una profonda tristezza. 

7. Presentano gravi difficoltà nel mettere in atto dei comportamenti finalizzati al raggiungimento dei propri desideri e obiettivi se non sono sostenute dall’approvazione dell’altro.

Quali sono le possibili conseguenze?

Le persone dipendenti possono incontrare gravi difficoltà nella vita, sia lavorativa che sociale e affettiva.Il bisogno di conferma, la paura a esprimere disaccordo e la necessità di avere continue rassicurazioni inducono  disaggio e  conflittualità nelle circostanze in cui bisogna prendere decisioni autonome.
Anche le relazioni sociali e amicali possono essere difficoltose. I rapporti affettivi che la persona vive come significativi sono caratterizzati dall’assecondare i bisogni e i desideri dell’altro. Questo, anche a discapito delle proprie necessità. Così possono conseguire, ambivalenza emozionale e sentimenti di rabbia nei confronti dell’altro.Si tratta di persone molto ansiose. Infatti, il Disturbo di Personalità Dipendente si associa spesso al Disturbo d’Ansia Generalizzato.

Alcuni spunti di riflessione
E’ utile ricordare che la persona dipendente, può avere una visione alterata della realtà. Così come una concezione di sé basata sull’inferiorità e su una scarsa autostima. 
Allo stesso modo,la persona dipendente è bloccata all’interno di errate convinzioni e credenze Infatti, è convinta di essere estremamente fragile e incapace di portare avanti la propria vita da sola.
Frequentemente non è consapevole di essere intrappolata in queste credenze. Proprio perché queste sono state acquisite nel corso della vita.
Così purtroppo, sono radicate nella mente e limitano la libertà di scelta e di azione.
Tuttavia gli studi scientifici dimostrano che esiste una forza nascosta in ognuno di noi. Se vogliamo possiamo farla emergere.

Se soffri di Dipendenza rompi le catene… 

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Segui questi 3 passaggi importanti per iniziare a gestirla:

1.La dipendenza è una condizione mentale

Prima di tutto, la verità è che la persona dipendente, usa male il suo cervello. Perché è legata a idee e convinzioni sbagliate, che ha costruito nel tempo.

Tuttavia, le ricerche scientifiche dimostrano che il cervello dell’insicuro può anche, fortunatamente, produrre una “chimica” della sicurezza e dell’autonomia.

E qui può arrivare la prima svolta. Spesso, non guardiamo bene l’idea che abbiamo di fragilità. Non la vediamo lucidamente. Al contrario, se la analizzassimo meglio, potremmo comprendere, perché nel tempo abbiamo imparato a guardare noi stessi con occhi deviati.

Dunque, se iniziamo a comprendere questo meccanismo, molte nostre credenze si sgretolano.

Solo quando inizieremo ad abbandonare l’idea di insicurezza e debolezza, potremo anche lasciare emergere la nostra energia vitale e l’autonomia. 

Solo quando saremo capaci di amare noi stessi ci sentiremo veramente completi e non avremo bisogno che siano gli altri a riempire i nostri vuoti.

2.Spesso ci culliamo nella dipendenza

In secondo luogo, teniamo conto che, spesso, tendiamo a intrappolarci in una condizione mentale di comodità per evitare l’ansia del cambiamento.

Dunque, un approccio più efficace è quello di focalizzarsi nei propri punti di forza e qualità. Soltanto facendo questo passaggio, possiamo iniziare a renderci autonomi. Attraverso questo passaggio possiamo anche iniziare a coltivare i nostri interessi, scoprire nuove cose, senza dover avere sempre al nostro fianco qualcuno a cui appoggiarsi.

Ovviamente, è utile porre molta attenzione, nel fare questo passaggio. Dopo tutto, a volte rischiamo di ripetere lo schema mentale della dipendenza, riportandolo in automatico in altri ambienti e situazioni.

3.Iniziamo ad aprirci alla curiosità di conoscere

Questo aspetto riveste un ruolo fondamentale. Così aprendoci alla curiosità di conoscere, possiamo scoprire la nostra forza innata. All’inizio dovremo esercitare la nostra forza di volontàpoi diventerà automatico.

Possiamo aiutarci frequentando persone sicure e cercando di imitare il loro comportamento. E’ dimostrato scientificamente che si apprende meglio per imitazione.

Terapia del Disturbo Dipendente di Personalità

Il Disturbo Dipendente di Personalità induce uno stato di costante insicurezza che può intaccare gravemente l’ autostima.

Lo stile di vita può risultare compromesso gravemente, perché  l’insidia maggiore è quella di essere completamente in balia delle decisioni degli altri.

Il Disturbo Dipendente di Personalità si può curare attraverso un percorso di Psicoterapia individuale.

Questo tipo di percorso terapeutico, aiuta a intervenire così sui meccanismi del pensiero, per riprendere in mano, il controllo della propria vita.

Grazie per avermi letto!

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Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2010) DSM-V-TR, Masson, Milano.
  • Bateman, A., Fonagy, P. (2004), “Il trattamento basato sulla mentalizzazione”. Tr. It. Raffaello Cortina, Milano 2006.
  • Catella M., Zucca Alessandrelli C. (1999) La personalità dipendente. Percorsi di interpretazione e di cura dei fenomeni di dipendenza alla luce della tradizione psicoanalitica, Centro Ambrosiano, Milano.
  • Dimaggio G., Semerari A. (2003), “I disturbi di personalità. Modelli e trattamento”. Editori Laterza, Roma 2003.
  • Gabbard Glen O. (2000), Psychodynamic Psychiatry in Clinical Practice, American Psychiatry Press, Inc.(trad. it. Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore, – Milano, 2002
  •  Quick Reference to the Diagnostic Criteria from DSM-IV by American Psychiatric Association, Washington D.C., 1994-1995

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