Disturbo Evitante di Personalità: scopri cos’è e come riconoscerlo

Disturbo Evitante di Personalità

Disturbo Evitante di Personalità

Il Disturbo Evitante di Personalità (DEP)  è caratterizzato dalla paura di essere criticati e dal timore di essere disapprovati ed esclusi dagli altri. Soprattutto, prevale la sensazione di essere inadeguati e la  bassa autostima .

Chi soffre di un Disturbo Evitante di Personalità, si allontana totalmente dalla vita sociale per paura di essere giudicati come “persone inadeguate”.

Cos’è un disturbo evitante di personalità?

Il disturbo evitante di personalità è un disturbo della personalità, che inizia a insorgere in adolescenza.

La nostra personalità rappresenta lo stile con cui ci relazioniamo agli altri.

Tutti i giorni della nostra vita pensiamo e rispondiamo agli eventi secondo un modo di sentire, che ci caratterizza.

Le nostre esperienze passate sono in stretta relazione col nostro carattere e la nostra personalità.

Premetto che essere criticati non piace a nessuno, ma in alcuni casi, alcune persone, pur di evitare i giudizi negativi degli altri, preferiscono rinunciare completamente ad ogni forma di relazione sociale. Infatti, tale disturbo è anche caratterizzato da un evitamento costante delle  situazioni in cui si può essere sottoposti a valutazione da parte degli altri.

Il nucleo centrale del disturbo evitante di personalità è l’inibizione sociale. Si è fermamente convinti di valere poco e sono presenti sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo degli altri.

Questo è lo stile evitante di personalità!

E’ un disturbo della personalità che si associa a importanti problemi relazionali e una bassa autostima.

Come facciamo a comprendere se soffriamo di disturbo evitante di personalità?

Disturbo Evitante di Personalità Sintomi 

I sintomi più importanti sono un forte senso di inadeguatezza, una sensibilità spiccata alle critiche e una bassa autostima a cui si associa una esagerata timidezza.

Chi soffre di disturbo evitante di personalità sente un forte senso di inferiorità e di solitudine che lo porta a evitare le relazioni sociali perché crede di non risultare interessante o all’altezza delle situazioni. 

Così, evita di entrare a contatto con gli altri tranne quando è certo di piacere.

Si tratta di persone molto spaventate dalla possibilità di essere umiliate o ridicolizzate e per lo più sono molto riservate.

Hanno difficoltà a parlare di sé e trattengono i sentimenti

Si vedono come socialmente inette, personalmente non attraenti  o si sentono  inferiori agli altri.

 

Come si sviluppa il disturbo evitante di personalità?disturbo evitante di personalità

 

In famiglia è presente un eccessivo controllo dei genitori, finalizzato alla costruzione nel bambino di una immagine sociale fonte di un apprezzamento.

Le cause del disturbo evitante di personalità possono essere ricercate nei legami affettivi dell’infanzia: figure di riferimento che inibiscono la vita ed eccessive esperienze di rifiuto. 

Precoci situazioni di vita che hanno portato a consolidare una bassa autostima e un’intolleranza alle critiche.

Per esempio, possiamo essere stati oggetto di frequenti umiliazioni o essere stati continuamente derisi per ogni suo fallimento.

Questo spiega l’esagerata auto critica, la scarsa stima di sé e la grande sensibilità all’umiliazione e al giudizio altrui.

L’evitante si allontana dagli altri per proteggersi.

Un aspetto importante lo ritroviamo nella costituzione di  convinzioni limitanti in merito al non avere sufficienti capacità a stabilire relazioni con gli altri.

Infatti  vive una vita solitaria e monotona.

Disturbo di personalità evitante- cura

evitanteSi rivelano efficaci i trattamenti di psicoterapia individuale di tipo analitico e psicodinamico.

L’obiettivo è quello di regolare l’autostima e ridurre l’inibizione nelle situazioni sociali.

Lavorando sull’autostima si possono elaborare emozioni dolorose che hanno instaurato schemi di pensiero evitanti.

L’aiuto della psicoterapia analitica consiste anche nell’elaborazione del conflitto inconscio tra alcune parti profonde di sé, che portano all’evitamento.

E’ molto importante ristabilire una sana e stabile autostima per sentirsi accettati e non minacciati dal rifiuto e dall’umiliazione.

Proprio per questo, nel processo di guarigione, è fondamentale un recupero della percezione del proprio valore e delle proprie emozioni e della capacità di consolidare stati mentali positivi, sperimentando un senso soggettivo di appartenenza nelle relazioni.

 

Grazie per avermi letto!

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